Luoghi a non perdere

que ver en la ruta mariana

Cosa vedere nella Ruta Mariana

Percorrere la Ruta Mariana ed i santuari permette, oltre a vivere una sperienza intima e personale, scoprire un territorio con un ricco patrimonio artistico, culturale e naturale. I diversi richiami che possono essere visitati nelle differenti tappi in forma di catedrali, castelli, monasteri, chiese, parchi naturali, paesaggi, gastronomia, musei, cantine…fanno di questa rotta una destinazione di alto valore turistico e culturale.
Ci sono molte persone che visitano questi santuari senza essere credenti, visitatori esclusivamente turistici attirati dalla bellezza artistica e architettonica dei tempi e dintorni dove si localizzano.
Così, per tutti quelli e per i pellegrini e credenti che arrivano con oiettivi religiosi ci sono diversi visite che completano e arricchiscono la sperienza globale di questo viaggio.

Raggiungibile tanto per i credenti come per gli amanti dell’arte e la natura, la Ruta Mariana possiede una serie de luoghi imperdibili che mettiamo in risalto e aspettiamo di non lasciare scappare l’opportunità di visitarli.

Dintorni del Pilar

Saragozza è una moderna città con un ricco patrimonio storico-artistico, frutto della sua storia di più di 2000 anni. Scoprila!

La Cattedrale della Seo

La Cattedrale de San Salvatore o la Seo è un monumento inserito dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità, è la prima cattedrale cristiana di Saragozza, eretta sullo stesso spazio che prima occupavano il tempio romano, la Chiesa visigota e la moschea maggiore musulmana.

Il ciborio è un valido esempio dell’importanza della tradizione mudejar in Aragona (apparte del muro della Parroquieta). Gli ultimi interventi apportati alla cattedrale furono la torre barocca e la facciata neoclassica, costruite tra il XVII e il XVIII sec. All’interno, da segnalare la pala d’altare, opera rappresentativa del gotico europeo, realizzata nel XV secolo.

 

 

 

 

Il muro della Parroquieta è l’opera principale dello stile mudejar di Saragozza. Questo muro chiude la cappella di San Miguel (San Michele), una cappella funeraria che all’interno conserva una splendida copertura in legno dorato.

 

 

All’interno della catterale si trova il Museo degli Arazzi, che ospita una notevole collezione di tele che vanno dal XV al XVIII secolo, considerata come uno dei gioielli del patrimonio storico spagnolo. Si tratta di una delle collezioni più importanti del mondo nel suo genere per la sua antichità, singolarità e numero di pezzi, in tutto 63, tessuti dai più importanti atelier europei ad Arras, Tournai e Bruxelles; la maggior parte di loro sono “edizioni principe”, ovvero, il primo arazzo di ogni cartone.

 

Ubicazione: Plaza de La Seo, 4, 50.001 – Zaragoza

Alma Mater Museum (Museo Alma Mater)

Il nuovo Alma Mater Museum (l’antico Museo diocesano) si localizza nelle stanze del Palazzo Arcivescovile. Il risultato è una perfetta fusione tra lo storico palazzo e le opere in esposizione. La visita è pensata da fare con un guida, e così, lungo il percorso, glio audiovisivi, le spiegazioni e i propri opuscoli del museo faranno della visita un bella e ricca esperienza.

 

Ubicazione: Plaza de la Seo, 5 – 50001  Zaragoza Tef. 976 399 488 – e-mail: info@almamatermuseum.com

Il Palazzo-Castello della Aljafería

Impressionante palazzo arabo ubicato in pieno paesaggio urbano di Saragozza, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità per gli esempi d’ arte Mudejar aragonese che presenta. Questo Castello-Palazzo del XI sec. fu inizialmente costruito come luogo di svago, benché in seguito servisse anche come fortezza difensiva. È uno dei monumenti più importanti dell’architettura ispano-musulmana. Fu innalzato come símbolo del potere raggiunto dalla Taifa di Saragozza, e fu chiamato Palazzo dell’Allegria.

La triade delle grandi costruzioni islamiche conservate in Spagna ed edifícate durante i regni di Taifa comprende, oltre all’Aljafería, la Moschea di Cordova e l’Alhambra di Granada.

 

 

Ubicazione: C/ Diputados, s/n – Zaragoza. Per prenotare una visita, tel.: 976 28 96 85

La Caesaraugusta Romana

Attorno al 15 a.C. fu fondata la città romana di Caesar Augusta o Caesaraugusta. Questo fu il nome che riceveva l’attuale Saragozza, fondata con il privilegio di poter ostentare il nome completo del suo fondatore. Il periodo di maggiore apogeo della città (I e XX sec.) contemplò la realizzazione di molte delle grandi opere pubbliche, delle quali ancor oggi abbiamo testimonianza: la cinta muraria, il foro, il porto fluviale, le terme pubbliche e il teatro.

Muraglie – Terme – Foro – Porto

La visita alla “Saragozza Romana” si basa in:
Le Muraglie: Le Muraglie, dal secolo III, sono uno dei più importanti legati storichi della ricchezza che tiene la città di Saragozza. Caesaraugusta era circondata dalle mura con numerosi torrioni, forse 120. I muri avevano uno spessore notevole che raggiungeva in molti punti i sette metri, la parte esterna era di alabastro e calcare e quella interna di una malta straordinariamente dura (opus caementiquium) I suoi torrioni sono semicircolari o ultrasemicircolari e hanno un diametro di circa 8m., ma si raggiungevano i 13 m. in uno di quelli adiacenti alla porta occidentale. Le mura romane proteggevano un perimetro di 3 km.
Museo delle Terme Publiche: Nel 1882-83, durante i lavori di regolarizzazione del tracciato di varie strade, furono ritrovati i resti di una grande piscina appartenente a delle terme romani di carattere pubblico. Nel 1990 vennero scoperte anche delle latrine appartenenti a una fase anteriore. Le terme pubbliche erano situate nel centro di Caesaraugusta, nello spazio, esistente tra il foro e il teatro. Delle diverse sale da qui erano composte queste installiazioni-spogliatoi, sale calde, tiepide e fredde, palestra, ecc. Solo si conservano resti delle latrine, che avevano una capienza per 20 persone, (ancora utilizzate alla fine del I sec. a.c.) che furono demolite per costruici sopra, a metà del I sec. d.c., una grande piscina porticada in qui si poteva nuotare all`aperto.
Museo del Foro: II foro era il centro neuralgico della vita in una città romana, il principale luogo di ritrovo dove si svolgeva la vita politico-amministrativa, economica e religiosa. II foro si organizza a partire da un grande spazio aberto circondato da uno o vari portici, intorno al quale si distribuiscono gli edifici più significativi: la Curia, destinata ad uso politico e amministrativo, la Basilica, dove si risolvono questioni giuridiche e commerciali e il Tempio principale della città. Inoltre c’erano le taverne e probabilmente anche altri edifici che si occupavano de temi amministrativi (archivi, coniazione di monete, ecc.). Questo complesso monumentale è completato da diversi elementi ornamentali (are sacrificali, statue onorifiche, archi di trionfo, ecc.) di cui ne conosciamo alcuni grazie al fatto che furono raffigurati nelle monete della città.
Museo del Porto Fluviale: In epoca romana il fiume Ebro era navigable da Dertosa (Tortosa) fino a Varela (l`attuale Logroño), e lungo le sue coste si svolgeva un intenso commercio che favorì la comparsa di porti fluviali in varie città. Tra questi, quello di Caesaraugusta era il principale nucleo di distribucione nel centro della valle. Situate sull`angolo nord-est del foro, le installazioni portuali si estendevano sulla riva destra del fiume. Queste installazioni erano dotate di un grande edificio, probabilmente destinato a magazzino, che si affacciava sul fiume con una bella facciata ad arcate. Da queste arcate si accedeva ad un vestibolo che, attraverso una scalinata, metteva in comunicazione le installazioni portuali con il foro.

Teatro di Cesaraugusta: Senza dubbio, il teatro era il palazzo più popolare della città.Questo teatro era uno dei più monumentali della Hispania Romana. Aveva un aforo vicino a 6.000 spettatori. Situato in una zona urbanistica privilegiata , in linea con le Terme e il Foro, iniziò a costruirsi sotto Tiberio, anche se venne concluso posteriormente. La sua epoca più fiorente fu sotto gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia e Flavia, per decadere poi definitivamente nell III sec., momento in cui inizia ad essere sistematicamente saccheggiato. Tuttavia, e malgrado il suo abbandono come edificio per spettacoli, le sue rovine vennero ben presto riutilizzate per costruirvi case, diventando così un testimone nascosto della vita dei saragozzani fino al XX secolo. Questo teatro è un magnifico modello di una costruzione originale usata nella romana mediterranea, con le gradinate al aria, e non sui pendi della montagna come erano gli altri teatri.

Ubicazioni: cliccare qui

Goya a Saragozza

La geniale figura del pittore aragonese è intimamente legata a Saragozza. Ciononostante, Francisco de Goya y Lucientes nacque il 30 marzo di 1746 a Fuendetodos, un paesino vicino a Saragozza, in cui si trova la casa natale del pittore. A Saragozza si è iniziato come pittore ed artista. Dopo viaggia a Madrid ed Italia per completare e perfezionare il suo apprendimento. Ritorna a Saragozza nel 1771, e viene con l’idea de fare realtà tutto quello che aveva imparato con i grandi maestri. Goya si è specializzato e diventa un grande pittore alla tematica religiosa. Anche ottiene fama come un grande rittratista e dipinge alle persone spagnole più importanti del periodo, come la stessa famiglia reale (è pittore di camara dei rei Carlos III e Carlos IV). Goya spiccherà nell’arte del inciso con un stilo personale e singolare: ‘Le Dipinte Nere’.

A Saragozza si possono visitare alcune delle sue opere:

Basilica del Pilar – Nella Basilica del Pilar si può ammirare ‘La Adoración del Nombre de Dios’ (L’adorazione in nomine di Dio) sulla bella volta del Coreto, a 28 metri di altitudine. Questo murale è una rappresentazione del Creatore sotto i cieli gialli e dorati, con molte nuvole che danno una grande sensazione di profondità. Questo lavoro è fatto in 100 metri cuadrati sul un soffito roncinato, quando Goya aveva soltanto 25 anni. In questa pittura, il artista aragonese già ci fa vedere le diverse tecniche della pittura moderna. Dopo dieci anni di questo lavoro, nsieme ai fratelli Francisco e Ramón Bayeu (suoi cognati), Goya dipinge la copolla ‘Regina Martyrum’. Questa composizione rappresenta alla Vergine Maria con i santi martiri aragonesi, in mezzo di belli colori ed un nuovo linguaggio ornativo, usando le luce di manera magistrale. Questo è il capolavoro che riaffermerè Goya come un grande pittore. Ma come cosa curiosa, dire che al finalizzare il lavoro ha ricevutto molte critiche. Questo stilo veloce e fatto in macchie, senza presizione nel disegno, non è piaciuto all’inizio perche in questa epoca si preferebbe uno stilo più preciso ed elegante.
Museo di Zaragoza – Il Museo di Saragozza è un bello palazzo rinascimentale costruito al 1908 con motivo della Mostra Hispano-Francesa. Qui, il legatto di Goya è molto interessante. I ritratti de Carlos IV e Maria Luisa di Parma ci mostrano il splendido lavoro sviluppato per Goya come pittore di camera. Altri rittrati sono: Fernando VII con manto real, El Duque de San Carlos, Retrato de dama con mantilla o Retrato de hombre joven. Inoltre agli ritratti, in queste salle si può vedere pitture di tematica religiosa (El Sueño de San José o La Virgen del Pilar en gloria), anche come diversi incisi e serie (Los Caprichos, Los Desastres de la Guerra, La Tauromaquia, Los Disparates o Proverbios y Los Toros de Burdeos). Lunedi fermato. Entrata gratuita.
Museo Goya – Il Museo Goya è dedicato alla pittura, con opere che vanno dal XV al XX secolo. Di grande interesse è la sala dedicata a Goya dove sono esposte le quattro grandi serie di incisioni: Los Caprichos, Los Desastres de la guerra, La Tauromaquia e Los Disparates.
Ubicazione: C/ Espoz y Mina, 23 – Saragozza
Prenotazioni:
Tel.: (+34) 976 397 387
E-mail: museogoya@obrasocial.ibercaja.es


La Cartuja del Aula Dei
 – Localizzata a 15 km. da Saragozza, la Cartuja del Aula Dei (monastero) nasconde uno dei lavori religiosi più sconosciuti e allo stesso tempo più valorati di Goya. Si tratta di una visita sorprendente, un congiunto di 11 pitture murale che adornano la chiesa di questo monastero, dedicate alla Vergine Maria.
Ubicazione: Ctra. Montaña-Peñaflor, km. 14 –
Prenotazioni: visitas.cartuja@chemin-neuf.org o tef. 976 45 00 02 

Alma Mater Museum www.almamatermuseum.com

Arte Mudéjar 

Questo singolare stile architettonico, esclusivo dell’Aragona, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Il termine ‘mudejar’ viene dalla parola araba ‘mudayyan’, che significa ‘colui che ha il permesso di rimanere’.
L’origine dell’arte mudéjar risale al XII secolo, e si deve alle particolari congiunture politiche, sociali e culturali che i abitanti mudéjar avevano nella Spagna della Riconquista. L’architettura Mudéjar si caratterizza per l’uso del mattone, il gesso, la ceramica o il legno e la decorazione a base di archi intrecciati, composizioni geometriche ed elementi del mondo vegetale.
Saragozza ospita numerosi begli esempi di quest’architettura:

Palazzo della Aljafería (cliccare qui)

Cattedrale della Seo (cliccare aquí)

Chiesa di Sta. María Magdalena.- Questa chiesa comincia ad essere costruita all’inizio del secolo XIV, in sustituzione di un tempio romanico. La parte esterna dell’abside è decorata con pezzi di muro ad archi mistillinei incrociati sotto finestre appuntite, sulle quali, a loro volta, croci a bracci molteplici fanno dei rombi. La torre aderisce ai modelli delle torri di San Martino e del Salvatore, a Teruel; la sua struttura risponde al modello di minareto almohade, come San Paolo. I motivi ornamentistici sone i tradizionali nell’architettura mudéjar aragonese, arricchiti in questo caso con pezzi di ceramica vetrificata.
Ubicazione: Plaza de la Magdalena, s/n – Zaragoza

 

Chiesa di San Pablo.- Questo è uno dei templi più belli dell’arte mudéjar a Saragozza. La sua tipologia è fedele ai cappelle tra contrafforti e testata poligonale a cinque lati; ciano e a cannone appuntito. La torre, originariamente situata ai piedi del tempio, rimane ora assorbita dalla costruzione. Lo spazio tra le due torri funge da gabbia di sacala. La decorazione esterna si concentra sui piani superiori, allo scopo che sia visibile da qualunque punto della città. La povertà e la monotonia del muro di mattoni si arricchisce con pezzi a croci di bracacci molteplici e con ceramica, e la cuspide furono aggiunti nel Seicento.
Ubicazione: C/ San Pablo, 42 – Zaragoza

 

Chiesa di San Gil Abad.- Dopo la riconquista della città si costruì un tempio romanico che, verso la metà del XIV secolo, fu distrutto per costruire, sopra i ruderi, l’attuale chiesa mudéjar. Nella parte esterna è da notare la facciata principale, costruita nel 1640 e, soprattutto, la torre, edificata in mattone come il resto della costruzione e datata del 1356.
Combina la pianta quadrata dei piani inferiori con quella rettangolare dei piani superiori, aprendosi nei due ultimi i vani per le campane.
Ubicazione: C/ Don Jaime, 15 – Zaragoza

 

Chiesa di San Miguel.-
Antica costruzione romanica che viene ampliata da una nuova mudéjar (islamica) nel XIV secolo. La pianta iniziale era costituita da una nave, abside poligonale di cinque lati e notevole decorazione mudéjar. La torre, a pianta quadrata, si divide in tre parti con le due superiori coperte di decorazioni in mattone. All’esterno è importante notare il bell’abside, anche la torre a pianta quadrata.
Ubicazione: C/ San Miguel, 52 – Zaragoza

 

Torrione de la Zuda.-
Il torreone della Zuda si alza oggi sul un congiunto di resti archeologichi di diverse epoche. Il torreone corresponde all’antica ‘Torre del Homenaje’ del Palazzo de Zuda o Sudda, che era costruito tra la città. Dopo la riconquista fu palazzo e residenza dei Re d’Aragona. Attualmente, all’interno del torreone c’è un Ufficio di Turismo di Saragozza.
Ubicazione: Av. César Augusto, s/n – Zaragoza

Dintorni di Torreciudad

Torreciudad è punto di partenza ideale per conoscere parte dell’offerta turistica dell’Aragona, con belli paesi di racconto.

 

Il Somontano: Barbastro, Alquézar e Sierra de Guara

BarbastroBarbastro, capitale del Somontano, possiede una magnifica cattedrale e uno stupendo Museo Diocesano. La Cattedrale de la Asunción,del secolo XVI, costruita sopra un’antica mosche, si è fatta con la finalitá di recuperara pel la città il rango de Sede Episcopale. Di aparenza gotica e concepimento rinascimentale, spiccano le grandi dimensioni e le spettacolare bovede. Il disegno del retablo è fatto per il maestro Damiant Forment, chi ha fatto anche il retablo maggiore del Pilar. Questa cattedrale è una delle più importanti in Aragona.
Accanto alla cattedrale si trova il nuovo Museo Diocesano che possede lavori importantissimi come la mitra de San Victorian, un capitello dell’antica mosche o una importante colezione di pittura religiosa.

 

Il congiunto de San Julián e Santa Lucia è un interessante spazio chi alberga il Spazio del Vino D.O. Somontano e il Centro d’Interpretazione del Somontano. La Ruta del Vino del Somontano forma parte dalle rotte di vini inserite nella Segretaria Ufficiale di Turismo di Spagna. Il visitatore potrà visitare una selezione di cantine e negozi turistici che gli aiutaranno conoscere la cultura del vino locale.

La visita a Barbastro può essere completata con una passeggiata per il centro storico, con la visita al Museo dei Martiri Claretiani e con la Ruta di San Josemaría. Il fondatore dell’Opus Dei e massimo impulsore per la costruzione del nuovo santuario è natto a Barbastro ed è qui dove si possono conoscere luoghi importanti della sua vita.
Più informazione: Turismo de Somontano (cliccare qui)

 

Vicino a Barbastro, Alquézar, località dichiarata Complesso Storico-artistico, con la spettacolare Collegiata- Castello di Santa Maria Maggiore e il suo labirintico reticolato medievale di vicoli e stradine. Il paese vi offre un dintorno naturale e di paesaggio veramente meraviglioso, con diverse alternative per godere della natura: itinerari su sentieri, gli sport di avventura, gite a cavallo, bicicletta, …
Il Parco Naturale della Sierra e Cañones de Guara appare come un regalo della natura. È una delle principali mete europee per la pratica di canyoning (discesa di canyon e dirupi). Ci sono molte ditte d’avventura con cui uno può fare qualche tipo di sport. Più informazione in Turismo di Aragón.

Graus e la Ribagorza. Romanico e paesaggi

GrausLa Ribagorza è la regione dove si ubica il Santuario de Torreciudad. Ribagorza è un territorio pieno di contrasti paesaggistici e belle chiese romaniche. Una sosta importante è Graus. Il centro è stato dichiarato Complesso storico-artistica in 1975, e in cui spicca la deliziosa Piazza Maggiore, una bella piazza pentagonale con belli porticati e dipinti del secolo XIX . Questo palazzo di stile rinascimentale aragonese, con porticati, terrazze e gallerie superiore, ha la sua facciata riprodotta nello spazio tematico del ‘Pueblo Español’, a Barcellona.
Un altro belli monumento, molto visitato per i turisti e visitatori, è la Basilica della Vergine de la Peña, il monumento più visitato della località. Un lavoro non molto conosciuto e comunque veramente spiccato é il chiamato Ponte di Abajo, un lavoro civile di origine romano e posteriormente romanico.
Prima d’arrivare a Roda di Isabena, possiamo vedere Capella, con uno dei ponti pié spettacolare e megliori conservati della Spagna.

Roda de Isábena

Uno dei gioielli romanici si trova a Roda de Isábena, paesino che ospita la spettacolare Cattedrale romanica di San Vicente (secoli XI-XIII) e il suo Museo Catedralicio.

 

 

Uno dei migliori esempi dell’arte romanica lombarda dell’Alta Aragona è il Monastero di Obarra (IX sec.). La chiesa dell’antico monastero è una delle costruzioni romaniche più importanti e antiche di tutto il territorio spagnolo.Considerando invece gli spazi naturali, il Parco Naturale de Posets Maladeta offre molteplici attività per ogni tipo di pubblico. Prima, dobbiamo arrivare a Benasque, nel cuore del Pirineo Aragonese. Nel Centro di Visitatori del Parco Posets Maladeta potremo conoscere i quattro grandi aree di questo parco. Questo punto è l’inizio per fare degli escursioni per questa montagna, dove si trova il picco Aneto, con 3.404 m., la cima più alta del parco. Più informazione in Turismo di Aragón.

Aínsa e Sobrarbe. Verso la Valle di Pineta

Iniziando questo percorso dal Santuario de Torreciudad, la prima sosta è Abizanda, piccolo paese situato al piede di una fortificazione medievale che conserva una parte della muraglia e il castello.

AinsaPoi si arriva a Ainsa, capoluogo del territorio di Sobrarbe, una località medievale dichiarata Complesso storico-artistico, che conserva quasi intatta l’intera cinta muraria risalente all’epoca medievale, e un centro storico ben conservato. Nella parte alta, che è la parte monumentale e medievale, possiamo mettere in risalto la Chiesa, il Castello, La Piazza e La Croce. Per conoscere bene Ainsa è necessario fare una passegiata per le sue strade e angoli, mangiare in uno degli buoni ristoranti che possede e godere del suo dintorno.
Prossimo alla frontiera con la Francia, si trova Bielsa, luogo di partenza alle Valli di Pineta, Barroseta e Chistau. Questa località é famosa per il suo carnevale, una delle celebrazione più antica del Pirineo.

 

Valle de PinetaLa Valle di Pineta è una delle più belle e visitate dei Pirenei. Percorrendo i 14 km di strada che l’attraversa, si arriva al Parador Nazionale di Monte Perdido (hotel), dove si può godere di un bellissimo paesaggio popolato da boschi di conifere (pino, abete) e faggio sui versanti dei monti. A questo punto della valle, è possibile realizzare scalate e trekking attraverso i numerosi sentieri disponibili; alcuni permettono di addentrarsi nel ghiacciaio più spettacolare della cordigliera pirenaica: il Ghiacciaio del Monte Perdido. Più informazione in Turismo di Aragón.

Il Castello di Loarre

LoarreA 35 chilometri da Huesca troviamo una delle visite più suggestive che si possono fare in Aragona: il fantastico Castello di Loarre, uno dei più imponenti fortificazioni che esistono nel nostro paese, conservato in condizioni eccellenti.
Si deve allontanare un po, ma vale la pena, non te ne pentirai. Quest’imponente monumento medievale è considerato uno dei migliori edifici militare e civile che oggi si può ammirare. È, dal punto di vista architettonico, uno degli esempi più perfetti di arte romanica in Spagna e in Europa. Occupa una posizione spettacolare sull’alto, circondato da una muraglia esteriore. La visita è diventa indimenticabile. Il castello, che si può visitare in forma libera o attraverso visite guidate, è uno dei più grandi e più importanti destinazioni turistiche in Aragona. La sua immagine è così impressionante che molti registi l’hanno scelto come sfondo per i loro film, il più famoso, ‘I regno dei cieli’ di Ridley Scott.

 

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Verso la Valle del Aragón per Huesca, Jaca e Canfranc

Huesca è una piccola città che si trova nel cammino per raggiungere Torreciudad o Lourdes (dal Somport), partendo di Saragozza. Uno dei suoi edifici più importanti è la Cattedrale, chiesa gotica ordinata costruire da Jaime I sull’antica moschea musulmana. All’estero si trova la bella facciata con una splendida decorazione. L’altare maggiore conserva la meravigliosa pala d’altare di Damián Forment, che rappresenta la Passione di Cristo. Accanto alla cattedrale è il Museo Diocesano che offre autentiche meraviglie di arte sacra nelle sue varie stanze di gioielli, arte medievale, baroca e rinascimentale. Di fronte alla cattedrale è il Comune, un bell’esempio dell’archittetura aragonese.
La chiesa di San Pedro el Real, Monumento Nazionale nel 1885, è un’altro gioiello architettonico del patrimonio di Huesca.

 

Il suo chiostro, uno degli elementi più belli, è anche pantheon reale, dove riposano Alfonso I ‘il Battagliero’ e Ramiro II ‘il Monaco’, famoso per la leggenda della campanella di Huesca, tragica storia sulla sua persona. Vicino Sabiñánigo si può realizzare ‘La Ruta del Serrablo’, itinerario composto da diverse chiese romaniche costruite tra i secoli X e XI, con le proprie caratteristiche di questa zona. Costituiscono un patrimonio unico e singolare.

 

Poi si arriva a Jaca, importante centro turistico e di sport invernale. Qui si può visitare un vero gioiello dell’arte romanica spagnola, la Cattedrale di San Pedro. Dal XI secolo, questo edificio è uno dei più importanti tesori artistici d’Aragona e della penisola giacché è stato la prima grande costruzione romanica in Spagna. La cattedrale è ammirata dalla sua architettura esterna e dalla sua ricca e varia decorazione dei capitelli. Per quanto riguarda alla decorazione, si deve sottolineare il conosciuto come ‘ajedrezado jaqués’, un tipo di decorazione che simula il gioco degli scacchi. L’antico chiostro della cattedrale ospita il Museo Diocesano. La sua collezione è considerata una dei migliori a livello internazionale in stile romanico e pittura murale gotica. La visita della città si completa con la Cittadella, un’imponente fortezza militare pentagonale, la Torre dell’Orologio e il Forte del Rapitán.

CanfrancPrima di raggiungere la frontiera con la Francia arriva Canfranc, una volta importante città spagnola per la sua posizione strategica di confine. Qui possiamo vedere una delle più belle e imponenti stazioni ferroviarie, inaugurato dal re Alfonso XIII nel 1925. Purtroppo, è stata chiusa al traffico nel 1945 da disaccordi politici con il governo francese.

 

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Il Parco Nazionale di Ordesa e Monte Perdido

Ordesa y Monte PerdidoDa Ainsa si prende una deviazionm verso Boltaña, un paese importante della comarca che ci mostra un meraviglioso centro storico di strade e case di pietre in rampa, delle secoli XVI al XVIII. Qui spicca la bella Colegiata gotica di San Pietro, e al suo interno, la magnifica volta a crociera. Boltaña, Fiscal, Broto e Torla ci conducono fino all’entrata di un’autentica meraviglia naturale del Pireneo Aragonese: il Parco Nazionale di Ordesa e Monte Perdido. La sua cima più alta è il Monte Perdido (3.355 m.) e la valle più importante prende il nome di Valle di Ordesa, che rappresenta la principale porta di entrata al Parco. Varie escursioni di difficoltà variabile renderanno possibile godere della maestosità di questo parco, con le sue verdi valli, i boschi, i prati, le cascate d’acqua e i canyon naturali. L’accesso è libero e gratuito, eccetto in alta stagione, dove inoltre il numero di visitatori è limitato. Nel 1997 il parco è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, massimo premio che il complesso naturale ha ricevuto.

Più informazione in Turismo di Aragón.

Dintorni di Montserrat

Il Santuario, incastonato tra la spettacolare montagna di Montserrat, è un luogo pieno di storia, leggenda e cultura.

 

Il Parco Naturale della montagna di Montserrat

Il Parco Naturale della Montagna di Montserrat è unico per le sue forme singolari. La montagna fu ufficialmente dichiarata Parco Naturale nel 1987 per garantirne la conservazione. La parola ‘mont’ significa monte e ‘serrat’ significa segato (o tagliato) in catalano, cosicché il termine intero viene a significare Monte Segato o Tagliato per la particolare morfologia della montagna, che veramente sembra essere segata. Col tempo, il vento e la pioggia hanno modellato le rocce in forme molto variate.
La montagna si staglia all’orizzonte anche prima di raggiungerne la base. È un’immensa massa rocciosa, coronata da guglie e creste rocciose. Rappresenta già per questo una particolarità nel paesaggio, mentre nei dintorni non esistono formazioni capaci di sminuirne l’importanza. Dal punto di vista paesaggistico è un luogo di grande bellezza, da quello geologico è davvero unica.

Ufficio d’informazione di Montserrat:
www.montserratvisita.com
informacio@larsa-montserrat.com

 

Il Museo di Montserrat

Il Museo di Montserrat è uno dei più importanti della Catalogna per la varietà e l’entità delle opere che accoglie. Il museo riunisce un congiunto d’oggetti artistici di grande valore.
Le sue sale ospitano più di 1300 opere che abbracciano un ampio periodo cronologico. La maggiore parte delle opere d’arte sono state donate per particolari, con il desiderio di essere mostrate al pubblico. Il monastero continua con lo spirito dal caro e divulgazione dell’arte, e perciò mantiene questa volontà.

Le colezione sono:

• Mostra d’archeologia dal Oriente biblico: oggetti rippresentativi della culture da Mesopotamia, Egitto, Cipro e Palestina.
• Collezione pittoriche dei secoli XIII al XVIII: con autori come Luca Giordano, A. Vaccaro, Tiepolo, Berruguete, Caravaggio, El Greco…
• Mostra di oggetti liturgici dei secoli XV-XX: eccezionale mostra d’iconografia mariana.
• Mostra “Nigra Sum”: una magnifica mostra iconografica dedicata alla Vergine di Montserrat (pitture, sculture, incisi, medaglioni…).
• Pittura e scultura contemporanea catalana ed impresionista dei secoli XIX-XX:con pittori cossi rippresentative come Picasso, Dali, Rusiñol, Nonell, Mir o Casas. Questa collezione è completata con opere della pittura impresionista francesa (Monet, Sisley, Degas, Pissarro) e di altri pittori contemporanei (Sorolla, Zuloaga, Julio Romero de Torres…).

Orario da visita: dal lunedì alla domenica, dalle 10.00 alle 17.45 ore.
Più informazione: informacio@larsa-montserrat.com – Tef.: +34 93 877 77 77

 

 

Le funicolari di Montserrat

Da una parte, la funicolare di San Joan offre una prospettiva panoramica del monastero, a 1.000 m. di altitudine. Nella stazione superiore di Sant Joan si può visitare l’Aula della Natura dove troveremo informazioni sulla storia della montagna, le sue condizioni climatiche, la sua fauna e la sua flora. Questo è il punto di partenza di varie escursioni.

 

Dall’altra parte, la Funicolare della Santa Cova, che unisce il santuario con la caverna addossata al massiccio roccioso dove, secondo la legenda, alcuni pastorelli trovarono l’immagine della Vergine di Montserrat. La funicolare arriva al luogo dove inizia il Rosario monumentale, il complesso scultoreo all’aperto più importante del modernismo catalano, con opere di Antonio Gaudí e Josep Llimona, tra le altre.

 

 

Ufficio d’informazione di Montserrat:
informacio@larsa-montserrat.com
www.montserratvisita.com

Itinerari e passeggiate dal monastero

Itinerario 1.- Monasterio-Los Degollados-Monasterio Desnivel: 15 m Recorrido: 3,20 km Duración: 50 min. Dificultad: Muy baja Este camino está flanqueado por el encinar propio del clima Mediterráneo, con el sotobosque de arbustos como el durillo, el acebo o el rusco. Es un camino tranquilo, que invita al recogimiento, ornamentado con monumentos a artistas y cerámicas de diferentes advocaciones marianas. Seguir la calle principal dirección al aparcamiento del santuario. Al llegar al edificio Mirador dels Apòstols, coger el camino que sale al lado izquierdo, paralelo a la carretera. Al cabo de unos 25 min. se llega a la gruta de Los Degollados (Els Degotalls), donde antiguamente goteaba agua filtrada de entre las rocas. El regreso por el mismo camino.

Itinerario 2.- Monasterio-Santa Cueva-Monasterio Desnivel: 125 m Recorrido: 2,70 km Duración: 1 h. 30 min. Dificultad: Baja La tradición sitúa el encuentro de la imagen de la Virgen de Montserrat en el lugar que actualmente ocupa la Santa Cueva. La capilla es del siglo XVIII. Es remarcable el conjunto monumental formado por los misterios del Rosario dispuestos a lo largo del camino. Es necesario dirigirse a la estación del Aeri de Montserrat y bajar por las escaleras que quedan a la izquierda de la estación del Cremallera. Se coge el camino pavimentado que baja entre la estación y las vías del Cremallera y al cabo de 20 min se llega a la estación inferior del funicular de la Cueva. Se continúa por el camino del Rosario, amplio y flanqueado por monumentos que reproducen los misterios de la vida de Jesús y María y, en 20 min. más, se llega a la Capilla de la Santa Cueva. Se regresa por el mismo camino.

MontserratItinerario 3.- Estación superior del funicular de Sant Joan-Sant Jeroni-Plano de los Pájaros-Monasterio Desnivel: 524 m Recorrido: 7,50 km Duración: 2 h. 30 min. Dificultad: Media Itinerario de interés extraordinario hasta la cumbre, con espectaculares panorámicas sobre el macizo y buena parte de Cataluña. Se toma el funicular de Sant Joan y, una vez se sale de la estación superior del funicular, girar a la derecha y seguir el camino señalizado. Pocos metros más adelante, cuando el camino gira hacia la izquierda, se podrán observar las agujas conocidas como La Prenyada, L’Elefant, La Mòmia y la Momieta. A los 12 min. se llega al pie de la Gorra Frígia, una aguja característica con una cruz encima. Si se mira más abajo, desde la barandilla, se ve el Monasterio. Después de un paso entre rocas, hay un mirador a mano izquierda. El camino se dirige hacia la cabecera del valle, entra en el bosque y, a los 35 min., cruza el Torrente de Santa María por un puente de madera. Seguidamente, continuar hacia arriba por un tramo pavimentado. A la derecha se identifica el cruce por donde después volver. A los 60 min. aproximadamente se llega a la ermita de Sant Jeroni, donde el camino se divide. Continuar por la izquierda, en subida, y a 1 h. y 10 min. se llega a la cima Sant Jeroni (1.236 m). Una mesa de orientación permite identificar el relieve que nos rodea, desde los Pirineos hasta Els Ports y Mallorca. Se regresa por donde hemos venido hasta el cruce del tramo pavimentado (1h. 30 min.), cogiendo el camino de la izquierda que baja zigzagueando, y que lleva hasta el Plano de los Pájaros (Pla dels Ocells, 2 h.). En este cruce, coger el camino que lleva al Monasterio. Pasar por debajo de la Panxa del Bisbe y comenzar un largo descenso por las escaleras que, a través del Pas dels Francesos, llevará al Monasterio.

Itinerario 4.- Estación superior del funicular de Sant Joan-Camino de las Ermitas-Santa Cueva-Monasterio Desnivel: 375 m Recorrido: 5,20 km Duración: 1 h. 50 min. Dificultad: Media Caminata por la vertiente sur de la montaña, con terreno irregular, a menudo pedregoso. Enlaza con el itinerario 2 en la Santa Cueva. Desde la plaza del Monasterio, se toma el funicular de Sant Joan. Una vez en la estación superior, se coge el camino ancho pavimentado que sube a la izquierda hasta la loma y, a continuación, empieza el descenso hacia el Pla de Sant Miquel (20 min.), donde se llega a un cruce. Seguir por el camino que indica Santa Cueva y a los 35 min. el camino gira bruscamente, desde donde se ve una bonita panorámica del río Llobregat y de las sierras de Sant Salvador, Puigventós, Sant Llorenç y el Montseny. A los 45 min. se llega a un cruce. Dejar las marcas de GR (blancas y rojas) a la derecha y continuar el camino de la izquierda que lleva a la Santa Cueva (1 h). A partir de aquí continuar por un camino pavimentado y con un tramo de fuerte subida al final. Llegada al Monasterio en 50 min. desde la Santa Cueva.

Itinerario 5.- Estación superior del funicular de Sant Joan-Camino de la Fuente Seca-Camino de les Baterias-Monasterio Desnivel: 250 m Recorrido: 5,20 km Duración: 1 h. 45 min. Dificultad: Media Recorrido por la vertiente meridional de Montserrat hasta el camino que comunicaba el Monasterio con Collbató. La instalación de cañones en puntos estratégicos de su recorrido durante la Guerra de la Independencia (inicio del s. XIX) le dio el nombre actual de Baterias (Bateries). Este camino transcurre en todo momento por la solana. Predominio de plantas mediterráneas aromáticas y medicinales. Se toma el funicular de Sant Joan y, nada más salir de la estación superior, hay que coger el camino en dirección a la ermita de Sant Joan. Se pasa por debajo de la Gorra Marinera (8 min.). Pocos metros más adelante, a mano izquierda, se encuentra un sendero señalizado hacia el valle del torrente de la Font Seca (11 min.), donde se inicia la bajada. A los 35 min., enlazar con el camino de les Bateries, que seguiremos en suave subida hacia la izquierda. A 1 h. 20 min., se llega al Pla de Sant Miquel, donde se tiene que seguir recto, en dirección a la ermita de Sant Miquel, que ya se puede ver desde aquí. Más adelante hay una desviación a la derecha hacia la Cruz de Sant Miquel, con una impresionante panorámica sobre el Monasterio. Volviendo de la Cruz sólo queda la vuelta hacia al Monasterio a través del encinar (1 h. 45 min.).

NORMAS Y RECOMENDACIONES GENERALES: • El relieve montserratino es complicado. A menudo presenta paredes nada visibles desde arriba. No salir de los caminos marcados y en caso de pérdida, retroceder hasta el último punto conocido aunque tengan que subir. • En Montserrat hay pocas fuentes. Lleven agua. • Está prohibido hacer fuego en todo el Parque Natural. • La captura y la recolecta de animales, rocas, minerales y plantas están prohibidas. • Está prohibido tirar cualquier tipo de basura. Guardar en la mochila y tirarla en los contenedores.
Más información en la Oficina de Información de Montserrat: De lunes a viernes,de 9.00 a 18.45 h. – Fines de semana y festivos: de 9 a 19.45 h. Tef.: 93 877 77 77 – informacio@larsa-montserrat.com

Dintorni di Lourdes

La città mariana di Lourdes dispone di belli luoghi da visitare. Lasciati sedurre…

Castello-Fortezza di Lourdes

Magnifico esempio di fortezza pirenaica che domina la città. Dichiarato Monumento Storico, ospita il Museo dei Pirenei, una delle collezioni più importanti sulla storia di queste montagne. Il posto offre un panorama eccezionale sulla città, il santuario e i Pirenei.

Il Picco del Jer (Pic du Jer)

Il Picco del Jer, che domina tutta la città, è riconoscibile per la presenza di una grande croce che si illumina al calare della notte. Si accede alla cima attraverso una funicolare, che offre al passeggero delle viste più belle dei Pirenei. Dall’alto, si possono scorgere i Pirenei, Lourdes, Pau e Tarbes.

Parco Nazionale dei Pirenei francese

Lourdes-PirineosA soltanto 30 ch. da Lourdes si trova il Parco Nazionale dei Pirenei, il grande spazio naturale. Sei grandi valli conformano questo territorio: la valle di Aspe, la valle di Ossau, la valle di Arrens, la valle di Cauterets, la valle di Luz-Gavarnie e la valle di Aure.
Con il parco spagnolo d’Ordesa e Monte Perdido costituiscono il complesso transfrontaliero del Gavarnie-Monte Perdido, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’ Unesco nel 1997. Il periodo migliore per visitarlo è tra maggio e settembre/ottobre, anche se il parco è interessante tutto l’anno. Il mitico circo glaciale di Gavarnie è un luogo maestoso dentro del parco per il suo valore naturale, culturale e paesaggistico. Il Pic du Midi ed il Pont d’Espagne completano l’offerta.

Le Grotte di Bhétharram

Le Grotte di Bhétarran, a 15 ch. da Lourdes, offrono un fantastico percorso attraverso stalattiti, stalagmiti, formazioni di calcite e laghetti cristallizzati; la maggior parte del percorso si effettua a bordo di una barca attraverso canali sotterranei.

Dintorni di Meritxell

Meritxell è un gioiello nel Paese dei Pirenei. Andorra propone multipli opzioni a scelta, tu scegli.

La Casa de la Vall

Andorra-Casa de la VallNel centro storico di Andorra la Vella si trova la Casa de la Vall, il monumento con più más simbologia del Principato.
Si tratta d’un grosso palazzo dal 1580 costruito basso lo stile delle grandi ‘masias’ (palazzi tipici della campagna catalana) e che fu sede del ‘Consell General’ (il governo d’Andorra) fino il 2012, anno nel quale si è costruito il novo palazzo, accanto all’antico.
Qui, i rappresentanti delle parrocchie del Paese facevano i reunioni e anche era utilizzata come sede giudiziaria.

 

Andorra-Casa de la VallLa visita guidata all’interno del palazzo permette vedere diverse stanze, salle e giardini. La sua storia, la sua bellezza, la sua importanza politica … Ci sono molte ragioni che rendono la Casa de la Vall uno dei monumenti più importanti del Principato.

 

Ubicazione: Carrer de la Vall, s/n
Più informazione: web ufficiale Casa de la Vall
o nel tef. +(+376) 750 100 – info@oficinaturisme.ad
www.visitandorra.com

L’arte Romanica andorrana

Come succede in altri luoghi dei Pirenei, il Principato di Andorra è localizzato in una posizione di frontiera, in una confluenza di vie e cammini che da sempre collegavano il nord e il sud dell’Europa. Questa posizione geografica ha avuto come risultato, con il trascorso dei secoli, una miscela e fusioni tanto artistiche come sociali, (locali e dall’estero), che hanno avuto posteriormente una concrezione materiale attraverso le diverse manifestazioni artistiche.
L’arte romanica e preromanica è un chiaro esempio di queste manifestazioni con un alto valore artístico. Il romanico è diventato oggi uno dei simboli del paese. Le diverse chiese e costruzioni romaniche che possono essere visitate per tutto il paese offrono una forma privilegiata d’imparare la storia e la cultura del paese. Il romanico andorrano ci fa viaggiare nel tempo, ci porta più lontano dal proprio palazzo: ci mette in relazione con le antiche comunità religiose, con i veri centri della vita spirituale e sociale dei popoli che abitarono secoli fa queste terre. In Andorra si possono trovare più di quaranta chiese con diversi stili architettonici dove predomina il romanico, caratterizzate per essere costruizioni semplici, piccole, con una decorazione austera ma capaci da trasmettere una bellezza e spiritualità senza limiti. Tra tutte queste, possiamo nominare:

San Joan di Caselles, vicina al Santuario di Meritxell è considerata come una delle costruzioni più importanti dell’arte romanica nel Principato. All’interno c’è un Cristo a stucco, unico nel mondo (s. XII).
Santuario di Canòlich, uno dell’eremi più venerati. La sua ubicazione, più allontanata dagli altri, ha fatto che la devozione rimanesse integra da tempi passati.
San Martí della Cortinada, chiesa romanica dal s. XII, dove si possono ammirare delle pitture al muro realizzate alla fine del secolo XII, oltre a pale, opere d’oreficeria e decorative.
Chiesa di Santa Coloma, un bel esempio dell’arte romanica cui principale attrativo è il suo singolare campanile circolare di stile romanico-lombardo. Questo campanile, unico in Andorra, è uno dei pocchi che rimangono nei Pirenei con queste caratteristiche.

San Joan di Caselles – Santuario di Canòlich – San Martí de la Cortinada – Chiesa di Santa Coloma

Ci sono numerose chiese che potrebbero completare quest’elenco, come la Chiesa di Sant Esteve, d’origine románico ma con importanti modifiche ulteriori, custodiando della tappa románica l’abside semicircolare; la chiesa di Sant Climent di Pal (La Massana), la chiesa di Sant Cerni di Nagol (Sant Julià), la chiesa di Santa Eulalia (Encamp), con il campanile romanico più alto di Andorra) o la chiesa di San Miquel Engolasters (Escaldes-Engordany), con una pala d’altare romanica a visitare.

Più informazione: Tel. + (376) 750 100
info@oficinaturisme.ad
www.visitandorra.com

Il Paese dei Pirenei

La natura è l’altro dei grandi simboli di questo paese. Andorra, il ‘Paese dei Pirenei`, è natura in stato puro. I paesaggi più quotidiani che uno può osservare sono formati da montagne, fiumi, laghi, boschi, fonti, pascoli, ‘bordas’… Con questi elementi, è facile immaginare la loro spettacolarità e lo splendore.
In Andorra ci sono più di 70 laghi e più di 80 vette di più di 2.000 metri d’altezza, quello che permette godere di paesaggi meravigliosi. A questo punto, i laghi sono una delle ricchezze paesaggistiche più importanti del Principato giacché la bellezza che offrono è un fascino difficile di trovare in un altro luogo.

 

AndorraLa natura affiora per tutti gli angoli e regala al visitatore immagini indementicabili. Andorra è un grande teatro naturale con luoghi unici. In questo patrimonio spiccano tre spazi protetti:
– La Valle del Madriu-Perafita-Claror, dichiarato nel 2004 dall’Unesco come Patrimonio Mondiale nella categoria di Paesaggio Culturale per il suo alto valore estetico, stórico e culturale.
– Il Parco Naturale di Sorteny, con un grande interesse dal punto di vista dei paesaggi, la estetica e l’ozio.
– Il Parco Naturale di Comapedrosa, dove si trova la vetta più alta del paese (2.942 m.) e che offre belli paesaggi d’alta montagna con numerosi laghi, cascate e fonti.

 

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Sconnetti in Andorra

Andorra è una bella destinazione dove si può godere di Meritxell, la grande scoperta della Ruta Mariana, e della sua natura e cultura in forma di edifici romanici. Ma una volta soddisfatti questi obiettivi principali, si consiglia di spendere un po’ di tempo per se stessi, dedicato allo svago, al relax e al divertimento. La proposta qui è ampia e varia.

Naturaleza en AndorraAndorra è il paradiso della neve. Sports, paesaggi, divertimento… sono particolarità collegate alla neve. I paesaggi nevicati, le chiese romaniche coperte o la spettacolarità delle montagne bianche sono cartoline postali difficile d’ottenere in un altro posto, ricordi a immortalare nella camera fotografica.
Per tutti quelli che vogliano completare con un po’ d’avventura la visita di Meritxell ed altri monumenti e musei, Andorra dispone del recinto di sci più grande di Sud dell’Europa.
Le stazioni di Grandvalira e Vallnord offrono più di 300 km. di piste per godere dello sci e degli sports d’inverno.

 

Tobotronc

Naturlandia è un parco d’avventure educativo, dove adulti e ragazzi imparano e giocano con la fauna e la flora tipica dei Pirenei. Lo spazio dispone di un parco d’animali a 2.000 metri d’altezza, pensato in speciale dalle famiglie, dove si può osservare orsi pardi, lupi, daini, cervi e marmotte, oltre a animali di fattoria. Il parco dispone anche d’attività per i bambini, come quads elettrici, tiro con l’arco, giochi di gomma…ma anche per gli adulti, come tirolina, l’Airtrekk o l’impressionante Tobotronc, il toboga (scivolo) alpino più lungo del mondo che fa tutto il percorso (più di 3,5 km.) attraverso il bosco, facendo una discesa dallle 2.000 metri alle 1.600 metri.

 

Caldea e Innu

Situato nell’area commerciale, à Escaldes-Engordany, è necessario nominare il centro (terme) termoludico d’acque termali Caldea e Inúu, un luogo pensato per il rilasso e il godimento dell’acqua. Le acque termali di Caldea, che sgorgano a 70ºC, sono speciale per le loro virtú, e apportano notevoli benefici al corpo, aiutando al recupero della vitalità ed il benessere.
Questo spazio è formato d’un grande lago all’interno e altro all’esteriore, oltre a numerose proposte: jacuzzi, spa, zona di massaggi, bagni indo-romano, hammams, zona di wellness, ecc.

 

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ASSOCIAZIONE PER LA PROMOZIONE DELLA RUTA MARIANA

L’APRM è un’associazione non profit che è composta dai santuari del Pilar, Torreciudad, Montserrat, Lourdes e Meritxell, il cui scopo generale è la promozione di questa rota o percorso, dei loro santuari e del patrimonio storico, artistico e naturale delle regione dove sono ubicati.

UFFICIO DI PROMOZIONE

C/ Cádiz 12
50004 – Saragozza (Spagna)
+34 976 794 225

Web finanziata da:

Collaborano:

C
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